Direttiva Rifiuti UE

Il Parlamento europeo riunito in plenaria oggi ha approvato in via definitiva la revisione della Direttiva Quadro sui Rifiuti.

“Si tratta di un traguardo importante per cittadini, imprese e ambiente”

– Flavio Tosi, relatore del provvedimento per il gruppo del Partito Popolare Europeo

Tosi sottolinea che “viene fatto un passo decisivo per rafforzare l’economia circolare, tutelare il territorio e sostenere le imprese responsabili: un esempio concreto di come ambiente ed economia possano procedere insieme”.

Tosi ha seguito le fasi negoziali del provvedimento con un obiettivo preciso:

“La nostra linea – spiega – è stata chiara fin dall’inizio: coniugare obiettivi ambiziosi di riduzione degli sprechi alimentari e tessili con soluzioni praticabili per le imprese. Abbiamo evitato misure ideologiche e trovato strumenti flessibili, introducendo sistemi di premialità e sostegno procedurale e finanziario che permettono alle aziende, soprattutto PMI e microimprese, di cogliere nuove opportunità produttive.”

Tosi rivendica due risultati chiave:

  • Esclusione della produzione primaria alimentare da obblighi aggiuntivi, riconoscendo il ruolo degli agricoltori nell’economia circolare
  • Inclusione graduale e semplificata delle microimprese nel sistema EPR (Responsabilità Estesa del Produttore) nel settore tessile

L’eurodeputato azzurro evidenzia l’attenzione al made in Italy e alle microimprese:

“Per le microimprese, cuore del nostro tessile e dell’artigianato, si apre una grande opportunità: essere incluse nel sistema EPR significa valorizzarne il lavoro e proteggerle dalla concorrenza sleale dell’ultra fast fashion asiatico.”

La direttiva mira a contrastare proprio l’ultra fast fashion asiatico:

“L'obiettivo è ridurre il mercato dell’usa e getta di scarsa qualità che oggi produce enormi volumi e aumenta in modo esponenziale la produzione di rifiuti tessili in Europa. Il fenomeno dev'essere affrontato con un mix di strumenti normativi, economici e di mercato, garantendo un approccio equilibrato che non gravi sulle imprese europee virtuose.”

– conclude Flavio Tosi