Flavio Tosi

Flavio Tosi, europarlamentare di Forza Italia-Ppe in commissione Envi (Ambiente e Sanità) esprime soddisfazione dopo che il Ppe ha accolto le sue osservazioni negli emendamenti presentati alla risoluzione congiunta sugli ambienti senza fumo che andrà al voto nella sessione plenaria di giovedì del Parlamento europeo.
La risoluzione, al netto degli emendamenti dei vari gruppi, assorbe la proposta Commissione europea (non vincolante per gli Stati Ue) che estende il divieto di fumo negli ambienti chiusi anche ai prodotti del tabacco riscaldato, quindi sigarette elettroniche, svapo e altri dispositivi che emettono aerosol. E invita a creare zone no-smoke (sia per le sigarette tradizionali sia per i prodotti del tabacco riscaldato) nei luoghi all’aperto di ristoranti, bar e caffetterie, fermate degli autobus, banchine ferroviarie o aree vicine a istituti scolastici o sanitari.
Il Ppe, assieme agli altri gruppi, ha deciso di sostenere una risoluzione congiunta, ma ha presentato tre emendamenti al testo che riprendono le richieste di Tosi. Il primo emendamento dispone che, prima di vietare, occorre verificare su base scientifica se c’è un effettivo rischio sulla salute pubblica generato dal fumo passivo dei prodotti emergenti di tabacco riscaldato, nonché provvedere a una valutazione d’impatto economico dei divieti no-smoke (anche negli spazi aperti attigui) per i settori dell’Horeca (bar, ristoranti) e del turismo (strutture ricettive). Il secondo emendamento ricorda il ruolo delle sigarette elettroniche nella cessazione del fumo per i fumatori di sigarette tradizionali, come peraltro definito nella relazione BECA sulla lotta contro il cancro, pur sottolineando che non devono essere attrattive per i giovani e i non fumatori. Il terzo emendamento esclude ristoranti e bar dai luoghi considerati per il divieto all'aperto.
Afferma Tosi: “Credo fermamente che il Ppe debba continuare la sua lotta contro il cancro sostenendo una maggiore tutela della salute e la protezione dal fumo passivo. Giusto intraprendere azioni volte a ridurre il consumo di tabacco, ma prima di vietare occorre un approccio scientifico sugli effettivi rischi di fumo passivo dei prodotti di tabacco riscaldato. È l’Oms la prima a sostenere che servono ulteriori studi e approfondimenti. Mentre è già assodato che sigarette elettroniche e svapo aiutano a ridurre il consumo delle sigarette tradizionali e di conseguenza anche il fumo passivo, questo sì nocivo, che esse generano”. Pertanto, continua Tosi, “è necessario fare una distinzione tra fumo e aerosol, tenendo conto anche dei Rapporti BECA e NCD”. Inoltre, sottolinea Tosi, “divieti generalizzati e molto estesi, applicabili sia agli spazi chiusi sia a quelli aperti, rischiano di determinare concretamente impatti significativi sulle attività economiche e commerciali, come nel settore Horeca e nel turismo, e ciò va evitato”. “Auspico quindi – conclude Tosi – che nella votazione di giovedì il Parlamento europeo possa esprimersi in linea con le nostre proposte”.
Dopodiché la palla passerà al Consiglio, che prevedibilmente adotterà la raccomandazione a dicembre.